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May 28, 1942, “Publication of Mao Zedong’s ‘Talks at the Yan’an Forum on Literature and Art’”
In May of 1942, in Yan’an, a city in the Shaanxi Province and first headquarter of the Chinese Communist Party after the Long March, was held the Forum on Literature and Art, a fundamental event of the so-called “Rectification Movement” and pivotal moment for the spread of communist ideology in China.
The speeches of Mao Zedong, published on May 28, 1942, focused primarily on the role of art within the liberation movement in China, arguing that art was supposed to reflect the life of the working class and of the peasantry, who were supposed to be its main beneficiaries, and that it would have to be at the service of politics and contribute to the expansion of socialist ideology.
During the Long March (1934 – ’35) the Chinese Communist Party had used music, theater and dance to convince the civilian population to join the socialist cause, although these performances were focused almost exclusively on the anti-Japanese propaganda.
Since the role of intellectuals in the communist movement needed to be defined, the Chinese Communist Party was undergoing something similar to what in Russia had led to the birth of Socialist Realism. In order for the masses to identify themselves in maoist ideology, the “revolutionary culture” would have drawn directly from popular culture and would have had the masses as its main audience.
Without forbidding them to draw inspiration from China’s artistic legacy, as well as from other countries’ art heritage, Mao encouraged the artists to use their background in order to further the socialism. Nonetheless, he encouraged them to live as peasants did, in order to better incorporate folk culture in their works.
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28 Maggio 1942, “Pubblicati i ‘Discorsi al Forum di Yan’an sull’Arte e la Letteratura’ di Mao Zedong”
Nel mese di maggio del 1942 a Yan’an, città della provincia dello Shaanxi e primo quartier generale del Partito comunista cinese dopo la Lunga Marcia, si tenne il Forum sull’Arte e la Letteratura, evento fondamentale del cosiddetto “Movimento di Rettifica” e momento chiave per la diffusione dell’ideologia comunista cinese.
I discorsi di Mao Zedong, pubblicati il 28 Maggio 1942, si focalizzavano sul ruolo dell’arte all’interno del movimento di liberazione della Cina, sostenendo che l’arte avrebbe dovuto riflettere la vita della classe operaia e dei contadini, che avrebbero dovuto esserne i principali fruitori, e che essa avrebbe dovuto essere al servizio della politica e dell’espansione dell’ideologia socialista.
Sebbene già durante la Lunga Marcia (1934 – ’35) il Partito comunista cinese si fosse servito della musica, del teatro e della danza per convincere la popolazione civile ad unirsi alla causa socialista, queste forme d’arte si concentravano quasi esclusivamente sulla propaganda anti-giapponese.
Similmente a come era accaduto in Russia con la nascita del Realismo Socialista, si sentiva il bisogno di definire il ruolo degli intellettuali all’interno del movimento e del Partito. Affinché le masse si riconoscessero nell’ideologia maoista era necessario delineare i caratteri di una “cultura rivoluzionaria”, che attingesse dalla cultura popolare e che avesse le masse come principale uditorio.
Ben lungi dal vietare le tradizioni artistiche della Cina e di altre nazioni, Mao incoraggiava gli artisti a servirsene per diffondere l’ideale socialista, nonché a sperimentare la vita dei lavoratori e dei contadini per meglio assorbire i caratteri dell’arte popolare.

May 28, 1942, “Publication of Mao Zedong’s ‘Talks at the Yan’an Forum on Literature and Art’”

In May of 1942, in Yan’an, a city in the Shaanxi Province and first headquarter of the Chinese Communist Party after the Long March, was held the Forum on Literature and Art, a fundamental event of the so-called “Rectification Movement” and pivotal moment for the spread of communist ideology in China.

The speeches of Mao Zedong, published on May 28, 1942, focused primarily on the role of art within the liberation movement in China, arguing that art was supposed to reflect the life of the working class and of the peasantry, who were supposed to be its main beneficiaries, and that it would have to be at the service of politics and contribute to the expansion of socialist ideology.

During the Long March (1934 – ’35) the Chinese Communist Party had used music, theater and dance to convince the civilian population to join the socialist cause, although these performances were focused almost exclusively on the anti-Japanese propaganda.

Since the role of intellectuals in the communist movement needed to be defined, the Chinese Communist Party was undergoing something similar to what in Russia had led to the birth of Socialist Realism. In order for the masses to identify themselves in maoist ideology, the “revolutionary culture” would have drawn directly from popular culture and would have had the masses as its main audience.

Without forbidding them to draw inspiration from China’s artistic legacy, as well as from other countries’ art heritage, Mao encouraged the artists to use their background in order to further the socialism. Nonetheless, he encouraged them to live as peasants did, in order to better incorporate folk culture in their works.

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28 Maggio 1942, “Pubblicati i ‘Discorsi al Forum di Yan’an sull’Arte e la Letteratura’ di Mao Zedong”

Nel mese di maggio del 1942 a Yan’an, città della provincia dello Shaanxi e primo quartier generale del Partito comunista cinese dopo la Lunga Marcia, si tenne il Forum sull’Arte e la Letteratura, evento fondamentale del cosiddetto “Movimento di Rettifica” e momento chiave per la diffusione dell’ideologia comunista cinese.

I discorsi di Mao Zedong, pubblicati il 28 Maggio 1942, si focalizzavano sul ruolo dell’arte all’interno del movimento di liberazione della Cina, sostenendo che l’arte avrebbe dovuto riflettere la vita della classe operaia e dei contadini, che avrebbero dovuto esserne i principali fruitori, e che essa avrebbe dovuto essere al servizio della politica e dell’espansione dell’ideologia socialista.

Sebbene già durante la Lunga Marcia (1934 – ’35) il Partito comunista cinese si fosse servito della musica, del teatro e della danza per convincere la popolazione civile ad unirsi alla causa socialista, queste forme d’arte si concentravano quasi esclusivamente sulla propaganda anti-giapponese.

Similmente a come era accaduto in Russia con la nascita del Realismo Socialista, si sentiva il bisogno di definire il ruolo degli intellettuali all’interno del movimento e del Partito. Affinché le masse si riconoscessero nell’ideologia maoista era necessario delineare i caratteri di una “cultura rivoluzionaria”, che attingesse dalla cultura popolare e che avesse le masse come principale uditorio.

Ben lungi dal vietare le tradizioni artistiche della Cina e di altre nazioni, Mao incoraggiava gli artisti a servirsene per diffondere l’ideale socialista, nonché a sperimentare la vita dei lavoratori e dei contadini per meglio assorbire i caratteri dell’arte popolare.